Bando Selezione Artisti

2022

Ratio

La compagnia Libere Gabbie si occupa da anni di creazione e produzione di spettacoli attraverso l’uso dei differenti linguaggi artistici: nello specifico presenta una media di venti spettacoli annui, la maggior parte dei quali inediti e scritti in esclusiva per la compagnia, ai quali si affiancano progetti di museum theatre, di storytelling, teatro musicale e di teatro-lezione.

 

Il presente bando nasce per accondiscendere due necessità attuali della compagnia:

  • selezionare artisti musicali (cantanti e musicisti), per la costituzione di un gruppo musicale permanente;

  • selezionare artisti teatrali per inserimento in singole produzioni.

 

A chi è rivolto il bando

Il bando è rivolto a tutti gli artisti di arti del palcoscenico, siano essi attori, danzatori, cantanti, musicisti, performer, circensi e interpreti di qualsivoglia ulteriore forma artistica che possa avere valenza in uno spettacolo dal vivo. Libere Gabbie, per sua tradizione, seleziona i propri artisti attraverso colloquio individuale e non tramite curriculum in quanto ritiene indispensabile valorizzare le caratteristiche interpretative e psicoattitudinali dei candidati: in quest’ottica, per tanto, non è richiesta alcuna specifica conoscenza pregressa né attestazione di partecipazione/merito di scuole e accademie artistiche.

È ammesso all’audizione chiunque, senza distinzioni di sesso, etnia, orientamento religioso, politico o sessuale, abbia compiuto il sedicesimo anno di età (o lo compia entro il 28 febbraio 2022).

Modalità di partecipazione

Per partecipare al bando di selezione è indispensabile compilare, entro il 20 febbraio 2022, il form disponibile al presente link: https://forms.gle/BmnY9nNZMkoGedon6

PROROGA TERMINI: sarà possibile inviare le domande di partecipazione fino al 17 marzo 2022.

Per problemi e richieste specifiche, è possibile scrivere via mail a liberegabbie@gmail.com o tramite whatsapp al numero 351.8150719.

La partecipazione al bando è totalmente gratuita.

Svolgimento dell’audizione

Le audizioni si terranno, indicativamente, tra l’1 e il 7 marzo 2022, in Torino in presenza.

In seguito alla mail di convocazione, che sarà inviata tra il 20 e il 25 febbraio 2022, il candidato potrà esporre eventuali impossibilità e concordare una differente data di colloquio.

L’audizione sarà articolata in maniera differente a seconda della selezione per la quale si concorre, secondo quanto segue (per entrambe sono richieste tutte e tre le fasi sottoelencate):

Audizione musicale

  1. un brano di musica italiana, cantato e/o suonato (sarà sufficiente un estratto di circa 60 secondi);

  2. un brano di musica internazionale o inedito, cantato e/o suonato (sarà sufficiente un estratto di circa 60 secondi);

  3. colloquio conoscitivo.

 

Audizione teatrale e/o coreutica

  1. performance teatrale o coreutica di massimo tre minuti (l’audizione si svolgerà in uno spazio neutro (sala prove) privo di attrezzature sceniche o tecniche);

  2. interpretazione teatrale (a memoria o in lettura) o rielaborazione coreografica di massimo sessanta secondi di un brano a scelta tra quelli proposti in appendice al presente bando;

  3. colloquio conoscitivo.

 

Qualora l’artista necessiti di supporti audio (base musicale) è tenuto a portare in sede di audizione la chiavetta usb con i file necessari.

L’audizione potrà essere videoregistrata; la registrazione, necessaria ai fini della valutazione e conservata da A.P.S. Libere Gabbie, non sarà diffusa per alcun motivo.

Esito

I candidati partecipanti riceveranno comunicazione scritta dell’esito della propria audizione, sia esso positivo o negativo, entro il 31 marzo 2022; l’esito dell’audizione è a insindacabile giudizio della commissione giudicatrice.

 

Fattori di esclusione

Sono elementi di esclusione dalla partecipazione all’audizione:

  • età inferiore ai 16 anni compiuti (o da compiersi entro il 28 febbraio 2022);

  • incompletezza della domanda di partecipazione (dati personali, fotografia, presentazione);

  • incompletezza dell’audizione (mancanza di una o più delle parti previste).

 

Nel caso in cui il candidato, impossibilitato a presentarsi, non abbia preventivamente indicato le proprie indisponibilità, come previsto dal modulo di iscrizione, la commissione potrà vagliare, se possibile, ulteriori appuntamenti o annullare la domanda di partecipazione.

 

Per qualsivoglia dubbio o domanda, inviare una mail a liberegabbie@gmail.com o un messaggio whatsapp al numero 351.8150719

 

BRANI PROPOSTI PER AUDIZIONE TEATRALE

L’artista deve proporre un’interpretazione (a memoria o in lettura) o una rielaborazione coreutica (massimo 60 secondi) di uno dei seguenti brani, tratti da opere di Walter Revello, già prodotte da Libere Gabbie:

Domicilio via Caetani, citofonare Moro

Rosso è il colore del sangue. Rosso è il colore del fuoco. Rosso è il colore del cielo in certe sere d’estate. Rosso è il colore di due guance in imbarazzo. Rosso è il colore dell’amore che vince. Rosso è il colore del pentimento. Rosso è il colore di chi lotta. Rosso è il colore di chi lotta. Rosso è il colore di chi lotta. Sempre. Sotto le porte della Bastiglia, sotto le mura di Leningrado, sotto l’oppressione della Democrazia Cristiana. Rosse sono le brigate della libertà. Figli di un dio minore al quale non credono. Una stella a cinque punte, un mitra nella mano, il baffone nel cuore. “Chi è più rosso di noi? Di chi è la giustizia? Chiamateci col nostro nome e noi saremo lo stato che non siete stati mai.” Ma chi volete essere voi, bambini viziati, che vi riempite la bocca di sporche parole e le mani di sangue innocente? “Per il popolo, contro i potenti”, ma ammazzate sempre i figli del niente: polizia, carabinieri, soldati semplici. Ditemi voi dove sta quel potere! Fermatevi un momento, guardatevi in giro, chiedete, chiedete alla gente: chi siete voi? Voi non siete niente.

 

Antigone

Che cos’è una sedia? Un posto su cui buttare il proprio sedere stanco alla fine della giornata. Se sei madre, una sedia ti permette di stare comoda mentre allatti tuo figlio, ma non è il tuo latte, non è il tuo seno, non sono le sue labbra. Se sei vecchio, una sedia ti permette di guardare ancora in faccia la vita, prima che ti venga strappata. Se sei bambino, ti permette il lusso di sentirti adulto senza averne il peso e l’odore. Ma se sei re, che cos’è una sedia? Ti permette di vivere una sedia se sei re? È l’unico pensiero nella tua giornata, l’incubo nella notte. Vivi per una sedia e per una sedia muori. Se sei re, passi il giorno intero a sperare di essere uomo, perché per un uomo, una sedia è solo una sedia.

Mio nonno aveva una sedia. Gli è stata strappata da sotto il culo e ne è caduto a terra. Morto. Mio padre aveva una sedia. Era quella stessa di suo padre ma non lo sapeva. Mio padre aveva una sedia sporcata di sangue. E su quella sedia si è seduto. Su quella sedia ha sposato sua madre. Su quella sedia l’ha scopata, su quella sedia ha dato vita a me, a due fratelli e a una sorella. Su quella sedia, sono diventata figlia di mio fratello. Su quella sedia, iniziata la mia esistenza è finita la mia vita.

Aux Camélias – storia di una donna traviata

Che bella questa luce! Si sta facendo giorno… e io non ho sonno… mi sento così leggera! Che siano quelle parole? Quell’amore? Misterioso, potente, l’anima dell’universo intero, croce e delizia al cuor. Follie! Follie! Delirio vano è questo! Povera donna, sola, abbandonata in questo popoloso deserto che chiamano Parigi! Che cosa poi vorrei sperare davvero? Un amore? Un amore sincero, onesto, fedele? Esiste davvero? Cosa voglio di più? Niente. A me non serve niente, nient’altro. Ho già tutto quello che voglio dalla vita. Mi basta gioire, come sempre, essere leggera, essere libera e volare da festa a festa, da un letto all’altro. Ancora stanotte, ancora domani… Ancora domani? Sempre libera, devo folleggiare da una gioia all’altra, devo provarle tutte queste gioie della vita. Me lo sono ripromessa tanto tempo fa. Nasca il giorno o il giorno muoia, sono sempre la stessa, con il mio trucco, le mie dolcezze, le mie grazie, il mio piacere.

 

Il Babi di via Barbaroux

Wanda cara, lei lo sa meglio di me che puttane siamo e puttane rimaniamo. Si può sperare di cambiare vita, ma in che modo? Ci vestiamo di un abito logoro, sfamiamo sette o otto marmocchietti che scorrazzano per casa, nutriamo un uomo che abbiamo amato solo cinque minuti e col quale siamo costrette a coricarci ogni notte e ci illudiamo che la felicità risieda in abito blu a fiorellini bianchi. Io non sono mai stata così, e mai lo sarò, cara Wanda. E nessuna delle ragazze che è stata qui dentro è così. Qualcuna forse si è illusa, ma poi sappiamo tutte com’è finita! Io non voglio essere la donna di nessun uomo, semmai voglio essere la donna dalla quale ogni uomo vuole andare per sentirsi felice. Non si può cambiare questo destino, anche volendo.

 

Io comandavo Birkenau

La guerra è finita. La Germaniaè finita. Anzi, se quell’idiota di Speer avesse eseguito gli ordini del Führer, ora della Germania non ci sarebbe nulla con cui voi vincitore potreste banchettare. E invece, alla fine, nessuno è stato pienamente fedele a Hitler, all’Idea. È per questo che abbiamo perso. Alla fine siamo stati più deboli dei deboli, più inaffidabili degli italiani, più opportunisti degli ebrei, più ladri degli zingari, più incapaci dei polacchi, più deboli degli omosessuali. E quelli di noi che ne hanno consapevolezza dovrebbero quanto meno togliersi la vita, ora, prima di finire tra le mani di aguzzini giudei pieni di boria. Ma tutti, a proprio modo, sono fuggiti. Di quanti nazisti sono pieni i transatlantici italiani? Dov’è finito Mengele, dove Eichmann? Come si è dato la morte Himmler? E Göring? Quanti di noi, pavidi, sono finiti a Norimberga per farsi ridicolizzare? Davvero è stata questa la fine del glorioso Reich millenario? Davvero questa è la fine di chi voleva cambiare il mondo?